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Berlusconi – Parisi: divorzio last-minute

 

La durata di una breve stagione, un soffio di vento già tramontato. Tale è stata l’intesa tra Silvio Berlusconi e Stefano Parisi, definito dallo stesso Cavaliere “colui che avrebbe messo ordine tra le fila dei dissidenti del centrodestra”.
Invece, adesso il dissidente è diventato proprio lui, il super manager convinto – per un attimo – di poter correre alle elezioni politiche come candidato del centrodestra alla guida del Paese .

Nessuno stupore. Considerati gli sbalzi d’umore del Cavaliere, abituato a disporre il bello e cattivo tempo a seconda delle necessità, c’era perfino da aspettarselo…
Stefano Parisi, “preso in prestito” dal partito socialista, ha ricoperto vari ruoli dirigenziali, da Confindustria alla Rai.
Nel 2016 viene candidato a sindaco di Milano grazie alla “simpatia” espressa da Berlusconi nei suoi confronti. Lui, tuttavia, contrapposto a Giuseppe Sala, non si dimostra forte abbastanza da vincere le elezioni.

Lo sfidante di centrosinistra avrà la meglio, ma Parisi resterà convinto della sua prossima e inarrestabile ascesa ai vertici del centrodestra nazionale. Poi, la sconfessione di Salvini che si autocandida a leader della coalizione e la presa di distanza di Berlusconi, su cui Parisi contava per l’ “incoronazione”.
Insomma, quando tutti ritenevano chiusa la partita a suo favore, si ricomincia da capo alla ricerca di un “capo”.
Parisi, tuttavia, non molla. Sostiene che Berlusconi ci ripenserà e continua nella strategia adottata dal primo momento : creare un nuovo centrodestra stabile che sappia rispondere alle esigenze degli elettori.

Ma allora, se non è accaduto nulla di nuovo, perché viene fatto fuori “l’ennesimo uomo”?
La risposta risiede certamente nel pessimo dialogo con la Lega, in particolare con Matteo Salvini, molto lontano da Parisi per idee e condotta.
Dal canto suo, Parisi non tarda a dare una chiara lettura della faccenda: Berlusconi può fare come vuole, ma deve sapere che se continua così a breve del centrodestra rimarrà solo un ricordo.
Forse aveva ragione Sandro Bondi, che sbattendo la porta di Forza Italia sentenziò: “Berlusconi è come il Conte Ugolino”… quello, per intenderci, che si mangiava i figli…


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