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Perché i vaccini ci fanno paura

 

Mentre si sta diffondendo in questi giorni  la paura per l’aumento di casi di  meningite, si torna al dibattito sui vaccini.
Nostri alleati che possono difenderci da gravi malattie o temuti nemici causa di terribili effetti collaterali?
Nel lontano 1802, fu sperimentato il primo vaccino contro il vaiolo, opera di Edward Jenner. Contemporaneamente, in Inghilterra, apparvero i primi “Vaccinations Acts” che, al contrario, diffondevano immagini raffiguranti la morte che vaccinava un bambino.
Da quel momento ad oggi, evidentemente, ancora non si è fatta sufficiente chiarezza sui benefici apportati dai vaccini.
L’Italia è al decimo posto della classifica mondiale dei paesi più sfiduciati in tal senso.
Ma qual è la causa che spinge sempre più persone al rifiuto di sottoporsi ad  una profilassi vaccinale?
Al primo posto c’è sicuramente la disinformazione.
Spesso ci si lascia influenzare da giudizi personali, estrapolati dai social, diffondendo così un passaparola del tutto infondato.
Dai sondaggi di opinione,  emerge tuttavia che gli “anti-vaccinisti” hanno un livello socio – economico medio alto, e ciò induce a pensare che non si tratti di un pregiudizio “ignorante”.
L’ostacolo maggiore è da ricercare soprattutto a livello psicologico.
Non ci accorgiamo dei progressivi benefici apportati dai vaccini nel corso degli anni perché non  vediamo più i danni  di malattie ormai debellate, mentre ci focalizziamo sugli effetti collaterali che in percentuale inferiore potremmo contrarre.
Secondo, ma non in ordine di importanza, c’è la sfiducia nelle istituzioni sanitarie e nelle aziende che producono i farmaci, considerate delle vere e proprie lobby che producono profitto ai danni dei cittadini.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha dubbi. “Sbaglia chi decide di non vaccinarsi” – afferma la portavoce, Francesca Colombo,  “mettendo in serio pericolo la propria vita e quella degli altri”.
Nella Regione Lazio è stato attivato un Gruppo Tecnico Scientifico della Rete di Malattie Infettive costituito dal Dr. Ippolito per lo Spallanzani, dal Dr. Di Lallo per la Regione Lazio, dal Dr. Cauda per l’Università Cattolica e dal Dr. Vullo per La Sapienza.
“Non esistono al momento motivi di allarme”, tranquillizzano gli esperti, “ma tuttavia il livello di guardia resta alto”.


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