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Sisma in centro - Italia : lo scandalo delle donazioni

 

Mentre la terra continua a tremare e a restituire corpi senza vita a quei territori ormai straziati dal terremoto del 24 agosto 2016, ci si chiede perché ancora così poco sia stato fatto in termini di aiuti concreti per le migliaia di persone che aspettano una risposta.
Da quel terribile giorno è scattata la raccolta fondi e la coscienza degli italiani ha risposto senza esitazioni: ben 29 milioni di euro sono stati messi insieme dalla solidarietà spontanea, affinchè venisse fatto il possibile per alleviare il dolore dei sopravvissuti ad un disastro senza precedenti, che ancora adesso miete nuove vittime.
La Protezione Civile ha da subito istituito il numero solidale 45500 per far confluire il denaro proveniente dalle donazioni.
Ma nel concreto, che fine hanno fatto quei soldi?
Sono stati realmente utilizzati per aiutare la popolazioni del centro – Italia?
Purtroppo la risposta è no.
No, quei soldi sono bloccati su un conto della Tesoreria dello Stato in favore della Presidenza del Consiglio dei ministri e nessuno può utilizzarli.
Ma com’è possibile tutto ciò?
Il motivo di questo aberrante ritardo risiederebbe nella burocrazia. Si, quella gigantesca macchina creata dalle nostre istituzioni che avrebbe come compito quello di snellire e velocizzare le procedure atte a risolvere problematiche come questa.
In pratica la Protezione civile ha siglato un accordo con svariati partners    ( Rai, Vodafone, Tim, Infostrada, Coopvoce e tanti altri ) che a loro volta hanno messo a disposizione le proprie piattaforme per la raccolta  fondi. I soldi, tuttavia, possono essere sbloccati solo al termine dell’operazione di raccolta, e ciò potrebbe ritardare di molti mesi, anni addirittura, l’attribuzione delle cifre all’opera di ricostruzione e soccorso.
Insomma, il classico esempio di cane che si morde la coda.
La data fissata per la chiusura delle donazioni doveva decorrere dal  29 gennaio scorso.
Bisognerà poi capire come verranno gestiti i fondi tra la compagine pubblica e i privati, in quanto la prima deve sottostare a chiari criteri di trasparenza mentre per i secondi le procedure sono molto più snelle.
Un dato resta da segnalare: in questo momento di profonda sofferenza le parole sono vane, servono fatti…


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