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Ciò che resta della politica in Italia...

 

 

Mentre i problemi di un intero Paese avanzano sempre più incalzanti, la politica italiana è distratta. Troppo distratta…
La preoccupazione del Pd?  Rimescolare le carte in un partito allo sbando, dove la minoranza interna arriva perfino a fingere di creare un nuovo partito per costringere il segretario a trattare sulle quote di dirigenti da portare in Parlamento nei “listini” blindati.
Ma davvero c’è qualcuno che ancora ci crede?
Difatti, gli elettori di sinistra hanno assistito alla lenta eutanasia del Partito Democratico, costellata di attacchi durissimi alla segreteria, guidata da Matteo Renzi, da parte dei “veterani di sinistra”, da Bersani a D’Alema fino a Gianni Letta.
Tutti gli oppositori erano e sono d’accordo su uno stesso punto: il problema ha un nome ed un cognome, quello dell’ex Presidente del Consiglio.
La cruda verità, con tanto di brutale critica a Renzi, l’ha proferita fra i primi il suo predecessore, Gianni Letta,  che nel febbraio del  2014 si è visto “strappare” la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Letta mastica amaro da tempo. La delusione lo ha spinto a tagliare definitivamente con la politica ed oggi tuona: “Resto in panchina fino a quando non cambieranno i protagonisti”…
 A tre anni esatti dalla “rivoluzione Renzi” la situazione del Paese è peggiorata, e chi crede di poter risolvere ogni cosa inneggiando alle elezioni a breve si sbaglia di grosso.
La legge elettorale che dovrebbe accompagnare le presunte prossime elezioni è ancora da definire. L’ipotesi che possa affermarsi un sistema proporzionale, resuscita appetiti e vecchie glorie.
C’è chi auspica una rinascita “socialista” sotto la guida di Giuliano Pisapia, che vorrebbe far confluire al suo interno i delusi di Sinistra Ecologia e Libertà e del Partito democratico.
E poi i nostalgici dell’Ulivo, che guardano ancora a Romano Prodi come ad un punto di riferimento.
Grandi manovre anche negli schieramenti opposti.
Matteo Salvini e Giorgia Meloni chiedono il voto subito e immaginano di poter replicare un “modello Trump” all’italiana grazie ad una strategia anti-migranti amplificata dai media.
Al momento nulla fa intendere che i due leader di destra arriveranno ad un’intesa con Berlusconi, anche se a livello locale gli accordi sono stati già fissati in previsione delle prossime amministrative.
Spostandoci ancora più a destra, inoltre, si segnala il nuovo Movimento Nazionale per la Sovranità con Gianni Alemanno e Francesco Storace. Alla cerimonia di fondazione erano presenti anche Raffaele Fitto, leader di Direzione Italia,  Mario Mauro, presidente dei Popolari per l’Italia e perfino Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera.
Dulcis in fundo loro, quelli del Movimento 5 stelle, impegnati a difendere l’indifendibile sul “caso Campidoglio”.
Il dato eclatante è che nemmeno le urla da palcoscenico di Beppe Grillo impressionano nessuno…. La maggior parte dei parlamentari pentastellati mal digeriscono quanto sta accadendo nelle stanze della sindaca Virginia Raggi e ne contestano apertamente l’operato.
Insomma, siamo in piena bagarre politica… I cittadini assistono attoniti. L’impressione che si rileva fra la gente, esausta e sfiduciata, è che  a nessuno importi  capire come si possano risolvere i problemi legati all’occupazione, al deficit economico, al tracollo delle banche, alle nuove povertà…
“L’unica cosa che davvero conta è restare incollati alla propria poltrona”, sbottano i cittadini…
La speranza, insomma, è legata ad un filo sottile e indefinito.
Ricordate la “teoria della farfalla” del fisico Edward Lorenz?
“ Ogni minimo cambiamento può significare una storia del tutto diversa”, sosteneva.
Ciò che ci auguriamo per l’Italia, una storia del tutto diversa…

 


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