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Le Pen sola contro tutti. In Francia avanza la destra…

 

La campagna elettorale per le Presidenziali in Francia assume, in queste settimane, toni sempre più accesi.
Il Sindaco di Bordeaux, Alain Juppè, probabile candidato all’Eliseo e sostenuto dai suoi fedelissimi repubblicani - che l’avrebbero ben visto al posto di Francois Fillon, assediato dalle beghe giudiziarie – batte in ritirata.
“Non sarà io il candidato alle Presidenziali francesi”, afferma Juppè, deludendo giornalisti e osservatori che si aspettavano un colpo di scena che capovolgesse la situazione di stallo attuale.

Fillon , dal canto suo, nonostante le forti contestazioni, non manifesta alcuna esitazione, anzi si dice certo della vittoria.
Lo scandalo che lo coinvolge impazza sui giornali e le tv francesi dal 25 gennaio scorso: Fillon è indagato con l’accusa di aver sottratto soldi pubblici - circa 800mila euro - per pagare moglie e figli assunti come assistenti parlamentari, ruoli ancora al vaglio di opportune verifiche per capire se si trattasse di assunzioni di comodo.
Stando ai sondaggi, Fillon potrebbe perdere al primo turno – fissato per il 23 aprile prossimo - e non riuscirebbe a superare il ballottaggio, previsione questa che lui stesso sembra non voler accettare.
Intanto il tempo incalza: la scadenza per presentare le candidature è fissata, infatti, per il 17 marzo.
“Nessuno può impedirmi di essere candidato” ripete con forte decisione l’esponente repubblicano.
Dall’altro lato Marine Le Pen. L’europarlamentare corre per le Presidenziali con il Fronte Nazionale, partito di estrema destra, e risulterebbe favorita al primo turno con il 26 per cento dei voti.

 

In poche parole, la scelta dei cittadini francofoni sembrerebbe essere già definita: il nome di Marine Le Pen risuona favorito al “borsino” delle classifiche elettorali.
Ma anche lei non è immune ai guai giudiziari. I magistrati francesi la accusano di aver aggirato il divieto di assumere come assistenti parlamentari due suoi collaboratori, facendoli nominare da alcuni suoi colleghi.
“Andiamo figli della Patria, il giorno della gloria è arrivato”, intona la Marsigliese… Ma la “gloria” dei candidati, per adesso, è offuscata da sospetti di familismi e di raggiri.
Staremo a vedere…


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