MANOVRA, DI MAIO: "REDDITO DI CITTADINANZA DA MARZO 2019" TRIA: "FLAT TAX E REDDITO DI CITTADINANZA INSIEME"

Conte prova a calmare i mercati: 
Con lo spread a 300 e l'euro a picco, il Premier interviene a difesa dell'euro "L’euro è la nostra moneta ed è per noi irrinunciabile"

Novità in vista del varo della Legge di bilancio 2019: il governo Conte starebbe studiando un taglio delle accise sui carburanti per 250-300 milioni di euro. I fondi arriverebbero dall'extra gettito dell'Iva sulla benzina ottenuto durante l'anno. Il tutto si tradurrebbe in un taglio di massimo 3 centesimi sulla verde oppure di un centesimo sul diesel. Per quanto riguarda la questione deficit invece sarebbe confermata l'intenzione di andare appena un decimale sotto la soglia psicologica del 2%, portandolo all'1,9%, ma il tetto potrebbe essere poi rialzato nel corso della discussione parlamentare fino al 2,1%.

Intanto stasera il Ministro dello Sviluppo e vicepremier Luigi Di Maio incontrerà gli altri Ministri del MoVimento 5 Stelle a due giorni dalla scadenza per la presentazione della Nota di aggiornamento del Def, il Documento di economia e finanza che dovrà tracciare i limiti contabili della manovra del governo Conte. Tra gli argomenti in agenda al tavolo pentastellato ci sarà chiaramente il reddito di cittadinanza che secondo l'annuncio fatto da Di Maio sarà a regime da marzo 2019, non si è capito ancora se con un provvedimento specifico collegato alla manovra.

 


In proposito il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Guido Guidesi (Lega) ha parlato di legare l'erogazione del reddito di cittadinanza - che partirà a metà marzo 2019 con l'avvio dei "nuovi" centri per l'impiego - alla condizione economica che risulta dall'Isee o in alternativa di pensarlo come un incentivo all'occupazione, probabilmente legandolo a tempi stabiliti.

 


8 settembre 2018

16.50 - Sulla manovra 2019 è il ministro dell'Economia Giovanni Tria a rassicurare che "ci sono margini" per far partire insieme tutte e tre le principali riforme promesse dal governo: reddito di cittadinanza, flat tax e superamento della legge Fornero. Tria ha spiegato che "ovviamente" c'è necessità di un bilanciamento" e che si discute "se dare più accento su una o l'altra, ma partiranno tutte e tre". Il ministro ha parlato a margine dell'Ecofin di oggi a Vienna.

Sulla legge di bilancio 2019 del governo Conte è lo stesso premier a rassicurare su reddito di cittadinanza e riforma fiscale: "saranno due pilastri su cui lavoreremo per sagomare una manovra che sia anche di equità sociale". Intervenuto oggi alla Fiera del Levante di Bari il presidente del Consiglio ha aggiunto: "Faremo una manovra seria, terremo i conti in ordine ma saremo coraggiosi".

Il governo ha cambiato faccia con l’Europa: le dichiarazioni incendiare del Ministro dello Sviluppo e Lavoro Luigi Di Maio sullo sforamento del deficit del 3%, che significherebbe miliardi in più da poter spendere, hanno lasciato il posto a toni morbidi e concilianti.

Roma ha bisogno che Bruxelles conceda flessibilità per almeno 12-15 miliardi. Il ministro Tria per il 2019 vuole un deficit al di sotto del 2% del Pil (all'1,9-1,8%) secondo Reuters che cita fondi vicine al titolare del Mef. L’opposizione di Di Maio in merito sarebbe stata ormai superata in cambio di un allargamento dei cordoni della borsa da parte dell’Ue.

L'esecutivo gialloverde e i due veri capi del governo, appunto Di Maio e l’altro vice premier Matteo Salvini, al di là degli annunci propagandistici, spesso smentiti il giorno dopo dai fatti, vedi il pagamento anticipato della quota mensile al bilancio Ue, sono consci che il muro contro muro con Bruxelles non paga. Da qui il cambio di strategia.

E a proposito di manovra il Ministro dell’Interno Salvini ha precisato che l’altra grande promessa elettorale, quella della Lega, cioè la flat tax al 15%, sarà sì avviata con la legge di bilancio ma "bisogna vedere se si parte dalle famiglie o dalle partite Iva". Stesso discorso per il reddito di cittadinanza che almeno per quest’anno non sarà per tutti.


Legge di Bilancio, Conte: "UE capirà significato riforme"

21 agosto 2018

La legge di bilancio 2019 del governo Conte finirà al vaglio dell’Europa entro metà ottobre. In vista dell’importante appuntamento si moltiplicano i segnali inviati dall’esecutivo del cambiamento a Bruxelles.

Sullo sfondo, ma non troppo, l’atteso giudizio delle agenzie di rating con Moody’s che ha già manifestato tutte le sue preoccupazioni per la tenuta dei nostri conti pubblici se la soglia del 3% del rapporto deficit-pil venisse forzata e le riforme promesse dal governo Conte venissero davvero realizzate, a partire dall'introduzione del reddito di cittadinanza.

La manovra 2019 sarà come sempre preceduta dalla nota di aggiornamento del Def (Documento di economia e finanza) che entro fine settembre permetterà di delineare più chiaramente obiettivi e margini di quella che una volta si chiamava legge finanziaria. Entro la fine del prossimo mese lo stato di salute dei nostri conti pubblici sarà più definito, poi si dovrà mettere mano concretamente alle coperture per sminare innanzitutto l’aumento dell’Iva.

Il premier Giuseppe Conte oggi in un’intervista al Corriere della Sera ha detto:? "lavoriamo con determinazione e convinzione al raggiungimento dei nostri obiettivi politici. Il debito pubblico è sostenibile e in ogni caso si può risanare con gradualità, ponendo attenzione alle ragioni della crescita". Conte ha aggiunto di essere pronto a "viaggiare tutti i giorni se necessario" per far capire alla commissione UE "le varie riforme strutturali e il piano di investimenti che presenteremo, e per attestare la nostra lucida e consapevole determinazione".

"Andremo per gradi. La prima cosa è far capire all'Europa il significato e la portata delle nostre riforme" ha insistito il premier ribadendo in sostanza quello che aveva detto ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, fedelissimo di Salvini: non saranno i vincoli europei a bloccare la legge di bilancio che il governo Conte intende licenziare per avviare le riforme e il cambiamento promesso.


Manovra, vertice di governo: "avanti su conti e calo debito"

14 agosto 2018

Grandi manovre in vista della Legge di bilancio del governo Conte. Palazzo Chigi informa oggi con una nota del colloquio telefonico avuto ieri su Def e legge di bilancio 2019 tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i due vice premier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, e il ministro dell'Economia e delle Finanze Giovanni Tria.

Dall’esame condiviso del quadro macro-economico attuale sono stati definiti obiettivi e dettagli del quadro programmatico da presentare a settembre, in linea con le finalità programmatiche già dichiarate: stabilità delle finanze e prosecuzione della riduzione del rapporto debito-pil.

Intanto si sa che la Legge di bilancio del governo Conte dovrà mettere in cantiere una spesa di non meno di 20 miliardi di euro per evitare l’aumento dell’Iva e avviare le due grandi promesse elettorali di Lega e M5s, cioè rispettivamente flat tax e reddito di cittadinanza.

Si parla già di metà manovra da finanziarie in deficit ma su questo si dovranno fare i conti con Bruxelles, anche se il governo sembra abbastanza ottimista in merito. I tecnici del Tesoro sono al lavoro sulle proposte di intervento che potrebbero trovato il favore dell’Europa.

Incombe lo spettro dell’aumento dell’Iva che senza sminare la clausole di salvaguardia scatta dal 2019, solo per questo il governo deve trovare 12,5 miliardi di euro mentre per la prima “tranche” della flat tax e il primo modulo del reddito di cittadinanza servirebbero almeno altri 7 miliardi.


Def in aula il 19 giugno: le priorità in vista della Legge di Bilancio

15 giugno 2018

Legge di Bilancio 2019: il governo Conte dopo la pausa estiva sarà alla prese con la definizione precisa degli obiettivi e delle coperture necessarie a sostenere la nuova manovra finanziaria ma il lavoro è già iniziato con il Documento di economia e finanza (Def).

Tra i temi da affrontare e finanziare con la Legge di Bilancio 2019 la neutralizzazione delle clausole di salvaguardia per evitare l’aumento dell’IVA. Altri temi e capitoli di spesa riguardano le pensioni, con il ritorno di quota 100, e la riforma degli ammortizzatori e sussidi sociali, con il reddito di cittadinanza che non è chiaro se e come sarà finanziato già a partire dall’anno prossimo.

Tra le altre materie da affrontare nelle maglie della Legge di Bilancio 2019 i bonus fiscali, gli sgravi per le assunzioni di giovani a tempo indeterminato, le misure a favore delle imprese, la flat tax e l’eventuale definizione di nuovi incentivi e investimenti.

Il ministro del lavoro e dello Sviluppo Luigi Di Maio ha chiarito più volte, anche oggi, che l’Iva non aumenterà, ma dove saranno trovate le coperture questo ancora non è dato sapere. Maggioranza e governo intanto stanno lavorando al Documento di economia e finanza, "anticipo" della Legge di Bilancio (ex legge di Stabilità) che verrà.

La sterilizzazione delle clausole di salvaguardia Iva costerebbe 12,5 miliardi. La prima fase del reddito di cittadinanza, con la riforma dei centri per l'impiego “solo” 2 miliardi; la prima tranche della flat tax molto di più, 30 miliardi di euro. Il Def sarà in aula per il voto martedì prossimo, 19 giugno.

Nella bozza del Documento di programmazione economica e finanziaria le priorità sono appunto bloccare gli aumenti di Iva e accise e tracciare rapidamente un nuovo quadro di finanza pubblica che rispetti gli "impegni europei sui saldi 2018-2019" ma che sia compatibile con gli "interventi prioritari" definiti nel discorso programmatico del governo Conte.

Per evitare l’aumento dell'Iva si potrebbe agire sul deficit alzando l’asticella all'1,5% del Pil dall’attuale previsione dello 0,8% ma poi non rimarrebbero altri spazi o margini di manovra con l’Ue. Sullo sfondo, l’Eurogruppo e l'Ecofin del 21 e 22 giugno a Lussemburgo, quando la risoluzione parlamentare sul Def dovrebbe già essere stata approvata.


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