CHI SONO I 'GILET GIALLI', LA NUOVA RIVOLUZIONE FRANCESE?

In Francia è nato un movimento spontaneo di protesta che sta mettendo in difficoltà Macron. I francesi hanno sempre dimostrato di sapersi ribellare alle ingiustizie sociali, di avere il coraggio di dire basta, di unirsi contro i poteri che affamano il popolo. Maggio 1789, il Re si trovò costretto a firmare la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Novembre 2018, Macron si trova costretto ad abbassare le tasse e il costo carburanti.

Il 17 novembre 2018 è stata una giornata molto particolare per la Francia: oltre 280mila persone hanno manifestato in più di 2000 luoghi, lungo strade, autostrade, rotonde e piazze. Le proteste sono continuate anche domenica e all’inizio di questa settimana.

Il bilancio, ad oggi, è piuttosto pesante: 282 persone fermate, circa 500 feriti—poliziotti inclusi—e una manifestante morta. Chantal Mazet, questo il nome della vittima, è stata investita da una macchina che ha cercato di forzare il posto di blocco in una rotonda nella zona commerciale di Pont-de-Beauvoisin. E la maggior parte degli incidenti ha avuto questo tipo di dinamica: automobilisti spazientiti che provano a sfondare i blocchi stradali.

Le forze dell’ordine hanno fatto sapere che è estremamente difficile rispondere alle mobilitazioni: perché “sono diffuse, spesso sono improvvise e non autorizzate, e sono composte da persone che non sono abituate a protestare.”

Per l’appunto, ci troviamo di fronte a qualcosa che in Francia non si era mai visto prima: ossia al cosiddetto movimento dei “gilet gialli.” Il nome deriva dai giubbetti retro-riflettenti in dotazione a ogni automobile, che a loro volta sono diventati il simbolo di una mobilitazione strana, ambigua e complessa.

Finora, questa protesta partita in sordina su internet ha impensierito non poco l’Eliseo; e adesso punta direttamente a Parigi: il 24 novembre è stato infatti convocato “l’atto secondo” nella capitale. Ma come nasce questa protesta? E perché, alla fine, è interessante anche per l’Italia? Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

 COM’È NATA LA PROTESTA DEI “GILET GIALLI” 

Il detonatore è l’annuncio dell’aumento, a partire da gennaio, di 6,5 centesimi e 2,9 centesimi sulla benzina senza piombo. Il progetto è esplicito: come racconta il giornalista Francesco Maselli, esperto di politica francese e autore della newsletter  Marat, Macron punta a equiparare il costo di diesel e benzina per finanziare “progetti di transizione ecologica e aumentare in generale le entrate fiscali dello stato.”

Un cartello di protesta a Belfort, il 17 novembre 2018. Foto via Wikimedia Commons

Le intenzioni del presidente francese, tuttavia, incontrano subito la decisa opposizione da parte degli automobilisti—specialmente quelli che vivono nella Francia rurale e usano la macchina per qualsiasi spostamento (a Parigi, per dire, solo il 13 percento degli abitanti usa l’auto). Precedentemente, le critiche si erano rivolte all’abbassamento della velocità da 90 a 80 km/h sulle strade statali, ritenuto un mezzo per far cassa e spiccare più multe (cosa effettivamente successa).


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