CRISI DI UNA SBORNIA DI MEZZ’ESTATE

L’estate si sa, è fatta per amare, come diceva sicuramente qualche canzone anni fa, o ancora “3 settimane” da ricordare con gli amici tornando dal mare. Insomma una gran quantità di letteratura musicale dedicata a questa stagione che ci fa innamorare, ci fa divertire, ci fa fare follie. L’estate però è anche la stagione dove finiscono i grandi amori, magari per tradimento o per stanchezza. Quello che è successo all’ancora ministro degli interni Salvini, sembra proprio scritto in una canzone da estate: i bagni di folla, l’euforia, belle ragazze, la musica in riva al mare e…qualche mojito di troppo, forse? Allora, ancora una citazione canora

L'estate sta finendo e un anno se ne va. Sto diventando grande lo sai che non mi va In spiaggia di ombrelloni non ce ne sono più. È il solito rituale, ma ora manchi tu”

Nella calda noia da spiaggia, ci siamo ritrovati travolti da una sorta di love story al capolinea, leggendo articoloni sui quotidiani o peggio, post impulsivi sui social. Ma in tutto questo, Il Paese Italia come sta realmente? Credo male, molto male. Tra qualche giorno, riapriranno tutte le attività, fabbriche comprese, e a qualche imprenditore o partita iva che sia, sono già arrivate le prime cartelle dell’agenzia delle Entrate che ricordano che non ci possiamo permettere, una nuova tv ultraHD, un nuovo smartphone per nostra moglie, non potremo prenotare la settimana bianca per dicembre. Tutto questo ci mette di cattivo umore, diventiamo intrattabili e imprechiamo come matti, in mezzo al traffico andando al lavoro, perché il pensionato che sta davanti a noi guida come una lumaca. Prendiamo un cazziatone dal nostro capo, perché distratti da queste grandi preoccupazioni, abbiamo toppato la relazione che ci aveva chiesto. A casa finalmente dopo la dura giornata di lavoro, troviamo la moglie che si lamenta, i figli che si lamentano, la nonna che si lamenta, e anche il gatto ci mette del suo.

 

Accendiamo la tv e sul primo telegiornale che appare vediamo sbarchi di clandestini in condizioni veramente disastrose, recuperati in mezzo al mare mentre cercavano la terra promessa. Li vediamo scendere da una motovedetta italiana, stremati, sconvolti, impauriti. Vediamo il personale, spesso volontario che li accoglie e gli offre qualcosa di caldo, un the. Noi però incazzati, e incattiviti dalla giornata di merda che abbiamo passato, quello che notiamo subito e ci da molto fastidio, è che questi hanno tutti un cellulare in mano. Questo proprio non ci va giù e non lo comprendiamo, perché – Come fanno sti tipi qua che vengono da tribù in mezzo all’Africa dove comunicano tra di loro a gesti o battendo rami sui tronchi e per medico hanno uno stregone ad avere un smartphone magari 4G? Quello al massimo lo può avere mia figlia di 7 anni, ma loro proprio no. Guarda poi come sono muscolosi, questi vanno in palestra altro che profughi - Chiaramente questa autoconvinzione si rafforza quando andiamo sui social e per propaganda politica alcuni personaggi di spicco, in poche righe dicono le stesse cose. Allora se l’Italia va male di chi è la colpa? Come dice il buon Marzullo, facciamoci una domanda diamoci una risposta. Noi intanto godiamoci ancora le ultime gocce d’estate.

 GDP


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