Vivere da ricchi? Basta trasferirsi all’estero

Sempre di più i pensionati che emigrano dall’Italia. Risparmio e qualità della vita il motore di questo “esodo”

I più coraggiosi sono proprio loro : i pensionati italiani.
Già, non sempre è facile lasciarsi tutto alle spalle e cambiare radicalmente vita. Eppure sono in forte aumento coloro che, al termine di un percorso di sacrifici e rinunce, decidono di trasferirsi all’estero.
Secondo un’indagine dell’ Ente di Previdenza Sociale, sono circa 5 mila i pensionati che ogni anno scelgono mete estere per godersi una “seconda vita” meno greve e preoccupata.
Vantaggi fiscali,sconti sui viaggi, in alcuni casi assistenza sanitaria gratuita. E poi, clima più favorevole, paesaggi mozzafiato,qualità della vita migliore: mille motivi, insomma,che implementano la scelta e ne fanno un vero e proprio “trend”.
Diverse le mete di interesse o, meglio, i “paradisi” della terza età: Panama, Repubblica Dominicana o Costa Rica, per citare i più esotici.
In Centro- America il costo della vita è sicuramente contenuto rispetto all’Italia, per non parlare dei valori immobiliari, che consentono di realizzare un sogno che diversamente sarebbe rimasto tale.
Il Brasile è un’altra delle “locations” più gettonate dai pensionati italiani.
Clima mite tutto l’anno nella zona  nord – est , mare cristallino e contesto ideale per chi vuole intraprendere una nuova attività.
E che dire della Tunisia, ad un’ora e mezza di aereo da Roma?
Per coloro che, invece,  decidono di restare in Europa, a sole 4 ore di volo, si può usufruire dei vantaggi messi a disposizione dalle isole dell’arcipelago delle Canarie, dove il costo della vita è inferiore del 30 %, di media, rispetto all’Italia.
Anche la Bulgaria mette in atto una serie di sgravi fiscali che concedono piccoli lussi a chi diversamente, in patria, non poteva accedervi.
Per non parlare del Portogallo, dove solo a Lisbona sono più di 50.000 i pensionati italiani trasferiti , che producono un introito di circa 2 miliardi l’anno per l’economia del Paese ospitante.
Insomma, i “vecchietti” made in Italy sono vere e proprie miniere d’oro. Ma chi sono i fautori di questa  scelta  e, soprattutto, come metterla in pratica ?
Medici,avvocati, professionisti ma anche impiegati e lavoratori autonomi: protagonisti di storie individuali, più o meno complesse, che decidono semplicemente di vivere con maggiore “serenità” la vecchiaia dando un taglio al passato, lontano da Equitalia o semplicemente dal “teatrino” di una politica che non riesce più a individuare soluzioni per migliorare le economie dei singoli.
Come fare? Basta risiedere  in uno dei Paesi scelti come meta dei propri interessi per 183 giorni consecutivi, lasciando definitivamente il domicilio in Italia e non soggiornandovi per oltre metà dell’anno solare.
 Il tutto in maniera legale, seguendo appunto le normative vigenti nel Paese ospitante.
Il numero dei nuovi “emigranti” è in crescente aumento. Uno degli incentivi, inoltre, è la parziale detassazione della pensione, che arriva all’estero priva di molte delle trattenute imposte in Italia e forte dell’incentivo fiscale dei Paesi che si sono attrezzati a ricevere questi flussi di nuovi cittadini dall’Italia e dall’Europa intera.


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