Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Venti di guerra sul mondo

 

“Il gioco delle parti” è iniziato e non sembra essere destinato ad una conclusione breve. Gli scenari cambiano di ora in ora, ma una cosa è certa: in quello che ormai è diventato il  “rischia tutto” tra Stati Uniti e Corea del Nord, la parola “guerra” incombe sul mondo con l’incubo nucleare alle porte.
I  pesanti botta e risposta tra Washington ed il Governo di Pyongyang lasciano immaginare che prima o poi – di provocazione in provocazione – la situazione possa sfuggire di mano a ciascuno con conseguenze, stavolta, davvero senza ritorno.
“ Gli Stati Uniti sono una minaccia per la pace mondiale”, afferma l’Ambasciatore nordcoreano alle Nazioni Unite, Kim In Ryong, ribadendo che i test missilistici fanno parte di una normale attività di controllo e monitoraggio degli armamenti nazionali.
Immediata la risposta di Mike Pence, vicepresidente americano: “ La comprensione verso la Corea del Nord è terminata…”, afferma. “Il nostro obiettivo primario è salvaguardare la Corea del Sud, con la quale abbiamo da sempre una grande intesa”.
Nel frattempo la Casa Bianca smentisce l’invio di una portaerei, la Carl Vinson, verso le coste coreane, spiegando che l’operazione riguarda un’esercitazione con la marina australiana nell’Oceano Indiano a 3500 miglia dalla Corea del Nord.
La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe stata la diffusione di un video con la simulazione di  un attacco missilistico su una città non identificata degli Stati Uniti, proiettato durante un evento a Pyongyang in occasione del 105esimo anniversario della nascita del fondatore, Kim Il-Sung . L’evento ha scatenato l’ira del Presidente Donald Trump.


Nelle immagini la bandiera americana viene data alle fiamme, sulle note trionfali del coro dell’esercito nordcoreano.
Il Presidente degli Stati Uniti, di certo, non può e non vuole far finta di niente.
Del resto, “mostrare i muscoli” gli ha consentito - negli ultimi giorni - di aggiudicarsi il 50% di indice di gradimento fra i cittadini del suo Paese, cosa non poco importante per un neo eletto molto discusso soprattutto in termini di politica estera.
Sicuramente non basteranno i sondaggi a prefiguare uno scenario.
 Il primo cittadino americano dovrà, stavolta, regolarsi con buon senso, sforzandosi di smorzare i toni e comprendendo, come gli suggeriscono i suoi analisti, che questo conflitto non gioverebbe a nessuno.
Il dialogo è la strada migliore da percorrere, ma in questo caso è d’obbligo: l’ipotesi di un conflitto nucleare, sbandierata dai nord-coreani, non è peregrina.
In quella che sembra essersi trasformata in una vera e propria resa dei conti tra Stati Uniti e Corea del Nord, giocano diversi fattori.
In primis la fine della Corea del Nord significherebbe una Corea unita che nella realtà nessuno vuole.
Dal canto suo, la Cina ha le idee chiare: non ha alcuna intenzione di appoggiare Trump in un uno scontro devastante per tutti.
Lo stesso premier cinese, Li Kequiang, ha affermato che nessuno vuole una guerra alle porte di casa.


Ma a dire il vero non la vogliono gli stessi americani, che perderebbero una grande fetta di mercato per la vendita delle armi in quella parte dell’emisfero.
La Cina, al momento, è l’unica super potenza in grado di dettare regole al giovane e spregiudicato Kim Jong-in, attuando misure restrittive per il commercio, come il blocco delle navi che trasportano carbone e che trovano in Cina proprio il principale mercato.
Bisognerà capire quale sarà la prossima mossa del leader maximo nordcoreano, una vera e propria “mina vagante”, non conosciuto come il padre e con un controllo parziale sull’apparato militare, mentre il resto del Paese vive una situazione economica molto instabile.
In un’ideologia del “tutti contro tutti”,  ci si augura che qualcuno abbia l’esperienza giusta per trovare una soluzione che dia un po’ di stabilità e pace, per una volta utilizzando il dialogo anziché le armi…


Cerca nel giornale

Forbes riprende le nostre denunce sui rifiuti scomparsi

The EU's Borders And Stability Are At Risk

I RIFIUTI SCOMPARSI SULLE PAGINE DEL “ROMA”

IL ROMA 09/03/2017IL ROMA 04/03/2017IL ROMA 03/03/2017IL ROMA 02/03/2017

 Anche il “Roma”, il quotidiano più antico d’Italia (fondato nel 1862), dedica grande risalto ai 1.300 containers scomparsi. La prima pagina del giornale napoletano, “rimbalzata” a più riprese nelle “rassegne stampa” televisive di Rai News 24, di Sky Tg 24 e dei notiziari Mediaset, segnala come anche dalla Campania siano partiti rifiuti destinati all’esportazione transfrontaliera."


Anche il “Roma”, il quotidiano più antico d’Italia (fondato nel 1862), dedica grande risalto ai 1.300 containers scomparsi. La prima pagina del giornale napoletano, “rimbalzata” a più riprese nelle “rassegne stampa” televisive di Rai News 24, di Sky Tg 24 e dei notiziari Mediaset, segnala come anche dalla Campania siano partiti rifiuti destinati all’esportazione transfrontaliera.""

 Anche il “Roma”, il quotidiano più antico d’Italia (fondato nel 1862), dedica grande risalto ai 1.300 containers scomparsi. La prima pagina del giornale napoletano, “rimbalzata” a più riprese nelle “rassegne stampa” televisive di Rai News 24, di Sky Tg 24 e dei notiziari Mediaset, segnala come anche dalla Campania siano partiti rifiuti destinati all’esportazione transfrontaliera.""


 Anche il “Roma”, il quotidiano più antico d’Italia (fondato nel 1862), dedica grande risalto ai 1.300 containers scomparsi. La prima pagina del giornale napoletano, “rimbalzata” a più riprese nelle “rassegne stampa” televisive di Rai News 24, di Sky Tg 24 e dei notiziari Mediaset, segnala come anche dalla Campania siano partiti rifiuti destinati all’esportazione transfrontaliera."

L'INCHIESTA RIFIUTI SUI MEDIA EUROPEI

SYRILIFOTELEGRAPH.MK
  

ANCHE IN GRECIA TROVA ENORME RISALTO LA NOTIZIA DEI 1300 CONTAINERS SCOMPARSI

Guarda la prima pagina della CNN in lingua greca

"

 

CONTAINER SCOMPARSI, ANCHE IN GRECIA SI PARLA DELL'INCHIESTA

LINK AL SITO

"


L'INCHIESTA DI PIANETA ITALIA NEWS VIENE RIPRESA ANCHE IN MACEDONIA

Il Telegraf, uno dei web site più importanti del Paese, decide di approfondire le nostre rivelazioni.   

Gestione rifiuti: l'intervista del 2011 a Roberto Saviano

Scienza

Grazie a due nuovi test genetici il tumore non farà più paura

Politica

Europa sotto attacco. Le stragi dell'ISIS nel tempo del ramadam