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Albania, l'atto di accusa dell'ambasciatore Adam Ereli “Il premier Edi Rama”, scrive, “A capo di un governo corrotto…”

L'ambasciatore USA Adam Ereli

 

“L’enorme aumento della produzione di droga e della corruzione non sarebbero possibili senza il convolgimento dell’attuale Governo albanese…Il Primo Ministro Edi Rama adesso è a capo di un’impresa criminale che ha trasformato l’Albania in un centro europeo di traffico di droga e crimine organizzato…”.
Parole durissime, provocatorie, sferzanti. A pronunciarle è Adam Ereli, già Ambasciatore degli Stati Uniti in Bahrain ed oggi Vice portavoce presso il Dipartimento di Stato Usa.
Scrive su “Forbes”, l’antica rivista di economia e finanza, ed il suo è un articolo di fuoco, un vero e proprio atto d’accusa nei confronti dell’Esecutivo di Tirana.
Ereli non trascura la vicenda dei “rifiuti scomparsi”, denunciata a piu’ riprese da “Pianeta Italia News”.
“Una recente investigazione avviata dall’Ufficio del Procuratore della città albanese di Durres”, scrive l’Ambasciatore, “ha indicato che i confini dell’Unione Europea potrebbero non essere sicuri come noi pensiamo. In riferimento alle notizie di un rapporto redatto dall’Italia, nello scorso anno, risulta che migliaia di contenitori di rifiuti sono stati esportati dal porto italiano di Gioia Tauro con destinazione Macedonia. Dei 2.600 containers partiti, 1132 sono arrivati in Macedonia. Nel transito attraverso l’Albania, 1.468 containers sono stati bruciati in 5 città: Duresi, Fieri, Vlora, Slodra e Dibra…”.
Ma non solo. Adam Ereli incalza: “…Migliaia di albanesi sono scesi nelle strade per protestare contro l’autocrazia, la corruzione e le promesse disattese dal Governo del Primo Ministro Edi Rama. Il Signor Rama aveva proclamatori voler rendere il Paese rispettoso e amico dell’ambiente e assicurato che l’Albania non sarebbe mai diventata un approdo dei rifiuti europei. Tuttavia, nel settembre 2016 il suo Governo aveva votato per l’approvazione di un legge in Parlamento per l’importazione e il riciclaggio dei rifiuti provenienti dall’Europa Occidentale. Sotto la sua guida, il Consiglio dei Ministri nel 2016 ha approvato il transito dei rifiuti pericolosi attraverso l’Albania...”.
Il diplomatico americano cita le parole pronunciate a Tirana, nel corso di una conferenza stampa, dal Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti: “Politici, Tribunali e polizia si stanno corrompendo attraverso denaro proveniente dalla droga in Italia e in Albania…”.
E scrive: “L’Ambasciatore Brendt Borchardt dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione Europea (Osce) a Tirana, recentemente ha messo in guardia gli osservatori internazionali dichiarando che 2 bilioni di dollari sono stati “ripuliti” attraverso l’economia albanese e che coloro che regolano il commercio della droga stanno spingendo per far in modo che i loro politici vengano eletti… L’enorme aumento della produzione di droga e la corruzione non sarebbero possibili senza il coinvolgimento dell’attuale Governo albanese. I capi del crimine organizzato sono stati rilasciati dalle prigioni con la supervisione del Primo Ministro Edi Rama. L’opposizione sostiene che il Primo Ministro Rama sostenga noti criminali nelle elezioni per i sindaci e stia avendo legami con giudici corrotti…”.
Naturalmente, non facciamo nostra un’analisi così impietosa e sferzante, perfino esagerata.
La registriamo così com’è apparsa sulla stampa americana. Essa è frutto, tuttavia, di un’osservatorio attento e ben informato, quello di un esperto di politica internazionale che sembra interpretare anche le posizioni dell’Amministrazione Trump. Vero? Falso? Noi riportiamo l’articolo di “Forbes” che riprende molte delle critiche rivolte da “Pianeta Italia News” al Governo di Edi Rama, che vive – alla vigilia di tormentate elezioni politiche – un momento di devastante crisi di consensi.
Nel frattempo, fra un rimpasto di Governo ed il rifiuto delle opposizioni di partecipare alle elezioni politiche del 18 giugno prossimo, il caos regna sovrano.
Di fatto, la crisi sociale e politica albanese è sotto i riflettori degli americani. L’Ambasciatore Adam Ereli aggiunge: “Qualcosa deve essere fatto prima che la situazione degeneri ulteriormente…”, e considerata l’influenza degli Stati Uniti nelle vicende albanesi, Rama – di sicuro – non dorme sonni tranquilli…


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