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L’ambasciata di Albania scrive a PianetaItalia News

 


Ma non era un “sito inesistente?”…
Così, almeno, sosteneva una delle tv albanesi che si è occupata della nostra inchiesta, delegittimando al ruolo di “ininfluente” un lavoro giornalistico interessato a segnalare null’altro che un pericolo incombente sul destino ambientale del “Paese delle aquile” e dei Balcani.
Poi, man mano che trascorrevano le ore, un grande clamore di tv e giornali, e quasi 30.000 visualizzazioni in quarantotto ore per un articolo importante non tanto per i retroscena delle nostre rivelazioni (seppure inquietanti), quanto per il sentimento popolare che in Albania cresce – ogni giorno di più – intorno al sospetto che qualcuno, in politica, abbia avuto o abbia ancora interesse a favorire i “trafficanti di rifiuti”.
Una libera stampa, in un libero Paese, non fa null’altro che il suo dovere di segnalare ed informare.
Non è “lotta politica” evidenziare che il Primo Ministro, Edi Rama, si sia presentato in Parlamento chiedendo una legge che consentisse l’importazione transfrontaliera dei rifiuti urbani ed industriali, dopo aver conquistato i voti del suo popolo sostenendo che mai più l’Albania sarebbe diventata la “pattumiera d’Europa”.
E nemmeno è utile urlare al “complotto” o al disegno politico, quando invece la verità e i fatti parlano da soli.
L’Ambasciatore in Italia della Repubblica di Albania, Anila Bitri, scrive a “Pianeta Italia News” ed è un grande onore, per noi, ricevere tali, autorevoli attenzioni.
Più che diffide, ci aspettavamo solidarietà e perfino un ringraziamento.
Tuttavia, abbiamo il dovere di pubblicare anche se restiamo fermamente sulle nostre posizioni.
Lo facciamo con la giusta evidenza, com’è di legge per chi rispetta le regole della libertà di informazione.
Ma dobbiamo precisarle, Illustre Ambasciatore, che qualcuno - in questa vicenda – ha responsabilità politiche importanti e che quei 1.300 containers scomparsi forse rappresentano il pretesto perché la Repubblica di Albania, attraverso i suoi rappresentanti in Parlamento, insedi una Commissione d’inchiesta sul traffico di rifiuti che indaghi sui fatti, passati e recenti, e sulle colpe di chi non ha vigilato abbastanza.

Ecco, di seguito, la lettera:

 

RICHIESTA DI RETTIFICA E DIFFIDA EX ART. 8 L. 48/1948

In data 28.02.2017 su tutti i media e portali on line albanesi ha avuto una ampia diffusione una notizia che riportava come fonte di informazione l’articolo pubblicato sul portale on line pianetaitalianews.it intitolato “ RIFIUTI CONNECTION, PISTA ALBANESE”.

Nel sottottitolo veniva inserito “….l’affaire rifiuti allarma la popolazione albanese, mentre LA POLITICA SI RENDE DISPONIBILE AL GIOCO DEI TRAFFICANTI DI IMMONDIZIE….La magistratura italiana vuole vederci chiaro, MA SI INDAGA ANCHE IN ALBANIA….”

L’articolo continua nel suo corpo, riportando tra virgolette “ …indagini riservate arriveranno a breve nella fase cruciale, sussurrano nei corridoi del Palazzo di Giustizia albanese”.
  
L'articolo, nella parte finale conclude con la seguente frase:
"La traccia della responsabilità porta verso i palazzi del potere di Tirana e chiama in causa la responsabilità politica del Paese delle aquile”.

Il fatto diventa più grave accostando la foto del Primo Ministro del Governo Albanese alla foto di una discarica definito “discarica Dresia a Skopje”.
Il fatto non corrisponde al vero.
Immediatamente alla diffusione della notizia anche in Albania, il Procuratore Generale della Repubblica Albanese Sig. Adriatik Llalla, in data 28.02.2017 ha dichiarato “ non esiste nessuna indagine relativa alla pretesa notizia diffusa nel pomeriggio di oggi, circa la possibilità d’ingresso illegale dei containers con i rifiuti. Inoltre si precisa che durante la riunione del Procuratore Generale Sig. Adriatik Llalla ed il Procuratore Nazionale Antimafia Sig. Franco Roberti non è stato discusso per tale questione”.

Il  discredito è risultato in Italia - ed ancor di più in Albania - è stato esteso e molto diffuso.I media albanesi hanno dato negativo risalto e criticamente stigmatizzato condotte illecite direttamente attribuite al Governo ed in particolare al Primo Ministro, con gravi ripercussioni per gli equilibri politici e sociale sul Territorio.
Ancor più grave risulta il danno d’immagine della Repubblica d’Albania e contestualmente offende il Paese che lo scrivente Ambasciatore ha l’onore di rappresentare.

I danni che ne sono conseguiti si rivelano di altrettanta intensità e legittimano la presente  richiesta di rettifica delle false notizie.

Nell'invitarLa - ultimativamente -  a verificare - come è suo specifico onere e dovere giuridico - la veridicità delle notizie diffuse, Le rivolgo formale diffida a voler pubblicare con le stesse caratteristiche tipografiche, una chiara rettifica di quanto falsamente indicato dal giornalista (al quale è anche indirizzata la presente) nel rispetto di quanto disposto dalla normativa Italiana e sovranazionale.
In specie l'art. 8 L 48/1948 e successive modificazioni, assegna l'obbligo al Direttore Responsabile a fare inserire, non oltre due giorni da quello in cui è avvenuta la richiesta "nella stessa pagina che ha riportato la notizia, le rettifiche e dichiarazioni di riferimento che devono essere pubblicate nella loro interezza con le medesime caratteristiche tipografiche"

E' certo alla S. V. noto che l'esercizio del diritto di cronaca è consentito e subordinato al rispetto di tre  essenziali condizioni:
- La corrispondenza dei fatti narrati a quelli accaduti (principio di verità),
- La correttezza modale con la quale sono esposti (principio di continenza)
- L'utilità sociale dell'informazione (principio di pertinenza).

Pare alla sottoscritta Ambasciatrice che alcuno dei detti principi sia stato rispettato e che pertanto sia doverosa e legittima la riparazione richiesta.

Trascorso, senza giustificato riscontro e/o comunque senza  che sia stata posta in essere la richiesta rettifica nei modi e nelle forme sollecitate darò corso mio malgrado ad ogni opportuna azione per la tutela dell'immagine della Repubblica di Albania e del suo attuale governo, in ogni opportuna sede.

Distinti saluti.

                                                              L’AMBASCIATORE  DELLA REPUBBLICA D’ ALBANIA
                                                                                      Dott.ssa Anila Bitri


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