Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Signor Primo Ministro, presenti le scuse al Paese... Dieci domande al Premier albanese, Edi Rama

Il Premier albanese Edi Rama

 

Il Governo della Repubblica di Albania annuncia querele contro “Pianeta Italia News” per la vicenda dei rifiuti scomparsi. Il nostro giornale fa della battaglia per l’ambiente uno dei “leit motiv” della sua stessa esistenza in vita. E noi, che intendevamo offrire un contributo alla discussione sulle ecomafie, oltre che lanciare un allarme sui rischi ambientali che corre un Paese da sempre gemellato con il nostro, siamo costretti adesso a metterla in politica, ponendo dieci domande al Primo Ministro Edi Rama, che tanto fastidio sembra essersi preso per un’inchiesta giornalistica. Se avessimo voluto esercitare una facile polemica ai danni del Governo albanese, avremmo potuto più semplicemente interrogarci sul perché – dopo tanti investimenti della comunità internazionale – dalla sponda albanese sbarchino quotidianamente in Italia carichi di droga in quantità impressionanti, come mai prima, quasi che non esistesse un controllo di frontiera. Elemento, quest’ultimo, che chiama certamente in causa le responsabilità della classe politica.
E invece abbiamo puntati sui veleni occultati, lanciando un segnale che la classe dirigente del Paese avrebbe dovuto recepire…

Al Premier Edi Rama affidiamo dieci domande, destinate certamente ad “infiammare” la polemica, ma alle quali la politica non può e non deve sottrarsi…


• Presidente Rama, le rivelazioni di “Pianeta Italia News” sono supportate da alcuni tabulati in nostro possesso. Il primo, proveniente dalle carte del Porto di Durazzo, indica che nel 2016 sono sbarcati in Albania – da gennaio a dicembre – 24.816 containers di merci. Quelli “sotto accusa” partivano dallo scalo marittimo di Gioia Tauro, in Calabria, a bordo di navi della Msc. Ebbene, circa il 10 per cento di questi containers erano destinati in Macedonia, diretti – via Durazzo - alla frontiera di “Qafe Thane”. Altri tabulati da noi acquisiti provengono dall’Autorità doganale ed indicano, analiticamente, il numero dei containers transitati e la loro provenienza. Emerge inoppugnabilmente da questi dati che in Macedonia – dall’Italia – ne sono arrivati soltanto 1.140. Circa 1.300 mancano all’appello. Perché, Signor Primo Ministro, avremmo dovuto falsificare dati nemmeno troppo riservati, e quindi facilmente consultabili? E perché dovremmo difenderci da chi ci accusa di aver “inventato” una notizia, considerato che quelle carte sono già nelle mani delle diverse autorità giudiziarie che indagano sulla vicenda?


• Non le sfuggirà, signor Presidente, che la prima “fonte aperta” che ha lanciato l’allarme sui “rifiuti scomparsi” è un funzionario dell’Istituto per il Commercio Estero di Skopje, in Macedonia, che segnala come centinaia di containers si siano persi sul tragitto. Erano parte di un contratto per lo smaltimento di oltre mille containers di immondizie, ma non sarebbero mai arrivati alla discarica della capitale macedone, gestita peraltro da un’impresa italiana, la Flc Ambiente s.r.l., che ha acquisito quell’impianto proprio con l’intenzione di smaltire rifiuti urbani e industriali provenienti dall’Italia. Il funzionario dell’ICE, in Macedonia, avverte il Segretario di Stato per l’Ambiente, il Direttore della Dogana ed il Sindaco di Skopje. Tutti questi autorevoli personaggi si riuniscono più volte ed arrivano alla conclusione che i rifiuti sono partiti dall’Italia, ma sarebbero scomparsi in Albania. Il funzionario segnala la presenza di un nucleo della “polizia fiscale” italiana che indaga sulla vicenda e di due incaricati delle Ambasciate d’Italia di Tirana e Skopje delegati all’investigazione sul caso. Anche in questo caso, siamo in possesso delle mail indirizzate dal funzionario dell’ICE ai suoi superiori: il dirigente lancia l’allarme sulla “rifiuti connection” e si sofferma sulla “marcia indietro” del Governo macedone, che revoca le autorizzazioni all’importazione transfrontaliera dei rifiuti nel 2016, e sulla strana “disponibilità” del Primo Ministro albanese, che invece presenta in Parlamento una legge per l’ingresso nel Paese – dall’estero – di rifiuti urbani, industriali, chimici e pericolosi. Presidente Rama, ma non aveva detto – in campagna elettorale – che mai avrebbe consentito che l’Albania diventasse lo “sversatoio” d’Europa? Quali contatti detiene con il mondo industriale del settore dei rifiuti, spesso permeato – almeno in Italia – dalla criminalità organizzata?


• Se non fossimo in possesso, Signor Primo Ministro, dei contratti che la Flc Ambiente di Frosinone ha definito con tante amministrazioni provinciali e comunali italiane per smaltire rifiuti oltre frontiera, non potremmo sostenere con tanta certezza che quei containers passano per il territorio albanese. Come lei saprà, quest’azienda italiana ha investito oltre settanta milioni di euro per organizzare e gestire la discarica di Skpje, la più grande d’Europa. I rifiuti, oordinari e speciali, indirizzati in Macedonia, devono per forza passare dall’Albania. Il suo Governo ha mai disposto controlli su questi transiti?


• Premesso che la legge sull’importazione dei rifiuti lei, signor Primo Ministro, l’ha davvero sottoposta al Parlamento e che la sola opposizione delle Alte cariche dello Stato ha potuto infliggere a questa sua intenzione una battuta d’arresto, come ha potuto pensare di poter licenziare un provvedimento di questa natura pur sapendo che il suo Paese non detiene strutture capaci di smaltire nemmeno l’ordinario fabbisogno della produzione interna dei rifiuti. L’Albania non possiede discariche tecnologiche, termovalorizzatori di ultima generazione, siti di stoccaggio sicuri… Come può il suo Paese, signor Primo Ministro, azzardarsi ad offrire ad altri Paesi un servizio che non riesce ad organizzare per sé e per i suoi bisogni?


• Parliamo di ecomafie, signor Primo Ministro. Le Procure italiane sono ingolfate da inchieste sullo smaltimento abusivo dei rifiuti, specie di quelli industriali, chimici, pericolosi e radioattivi. Gli ultimi arresti proprio ieri, in Sicilia… Molte Regioni italiane sono infestate dalla contaminazione alimentata dall’azione delle mafie – camorra, ‘ndrangheta, cosa nostra, sacra corona unita – che dovunque hanno sotterrato, affondato carichi, occultato traffici, consolidando business miliardari ai danni dell’ambiente e della salute dei cittadini. Lei sa, Presidente Rama, che in alcune di queste inchieste i trafficanti parlano, al telefono, di volersi accaparrare il business delle discariche albanesi? E’ al corrente che un giornalista che ha dedicato la vita alla lotta alle mafie, Roberto Saviano, l’autore di “Gomorra”, già nel 2011 avvertiva la gente d’Albania che il vostro Paese rischiava di diventare la “pattumiera d’Europa” e che dalle sue investigazioni emergeva che le ecomafie puntavano sull’Albania e sui suoi territori? Di quali complicità avrebbero potuto godere?


• Signor Primo Ministro, lei è un socialista, sostiene di amare la libertà di espressione e di operare nell’interesse del suo popolo. Non so se l’ha mai fatto prima, ma querelare un giornale è un atto profondamente antidemocratico. Intanto, perché il suo dovere sarebbe stato quello di approfondire l’argomento, apprezzando la segnalazione. E poi, senza sentirsi personalmente danneggiato – tranquillo, nessuno ce l’ha con lei! – avrebbe potuto profittare per chiedere scusa ai suoi elettori per quella brutta legge sui rifiuti che qualche suo consigliere le avrà perorato. Non c’è nulla di male nel chiedere scusa, signor Presidente, in politica si commettono errori di sottovalutazione e nessuno ne è immune…


• Avrebbe potuto, signor Primo Ministro (ma solo per farle un esempio) profittare per verificare come mai molti importatori – e non solo di rifiuti – dimenticano, colpevolmente, di acquisire i permessi di transito sanciti in Albania dalle leggi sull’ambiente. Oppure qualcuno protegge gli imprenditori “smemorati” che trafficano con l’Albania?


• E ancora, come mai non ha chiesto alla “polizia fiscale” italiana, la Guardia di Finanza, per intenderci, di cooperare in un’indagine cruciale per il futuro ambientale del suo Paese e per la salute dei suoi concittadini? E’ vero che – a sentire i giornali – vive una delicata crisi di rapporto con il suo Ministro dell’Interno, ma un po’ di “intelligence” avrebbe potuto incaricarla dei dovuti approfondimenti? O no?


• E ancora, signor Primo Ministro, è al corrente che le ecomafie hanno acquisito – direttamente o indirettamente – molte discariche in Europa e nei Balcani. Le sembra una buona idea affidare ad imprenditori italiani la discarica di Tirana senza un preventivo parere delle autorità antimafia italiane, che da sempre collaborano con quelle albanesi?


• E infine, Presidente Rama, si sarebbe mai aspettato che sulla sensibilità ambientale il suo Governo potesse davvero vacillare? Sa, la gente – anche da voi – è cambiata. Chiede aria pulita, acque non inquinate, bellezze naturali inviolate… La storia italiana dei veleni che uccidono di tumore e leucemie centinaia di migliaia di cittadini, ha fatto scuola anche nel suo Paese. Un consiglio? Alla vigilia delle elezioni, chieda scusa per quella brutta legge sui rifiuti…


Mi creda, i suoi elettori la capiranno. E potrebbero anche perdonarla…


Scienza

Grazie a due nuovi test genetici il tumore non farà più paura

Politica

Europa sotto attacco. Le stragi dell'ISIS nel tempo del ramadam