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Stati Uniti: respinto ancora il bando sugli immigrati

Donald Trump

 

Il Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, incassa per la seconda volta il parere sfavorevole dei giudici in merito al bando che pone severe restrizioni per l’ingresso di immigrati nel Nuovo Mondo.
A poche ore dall’entrata in vigore il nuovo decreto, che limita sostanzialmente i visti per gli stranieri provenienti da 7 Paesi ( Iraq, Iran, Libia, Sudan, Yemen, Siria e Somalia) è stato revocato dalla corte federale delle Hawaii. Era già accaduto a Seattle, con la solita cornice di polemiche e contrapposizioni.
Il giudice Derrick Watson, in una breve ma decisa dichiarazione, ha affermato che il decreto promulgato dalla Casa Bianca ha natura discriminatoria verso le etnie coinvolte e che per giunta avrebbe un forte impatto negativo sull’industria turistica.
Il travagliato esordio di mandato, per il 45esimo Presidente degli Stati Uniti, sembra riservare nuove, quotidiane sorprese.
Immediato anche il commento di Trump : “ Non ci faremo intimidire”, afferma. “Vogliono farci apparire deboli, ma vi assicuro che non lo siamo. Andremo avanti, se necessario anche fino alla Corte Suprema”.


Il nuovo “travel-ban” imposto da Trump altro non è che una rivisitazione del programma già delineato all’epoca dall’amministrazione Obama, che però non prevedeva restrizioni in termini di visto, ma semplicemente si limitava a definire quei Paesi come “possibili nemici per l’America”.
Il caso ha suscitato diversi fraintendimenti anche per le compagnie aeree, che da subito hanno sospeso il divieto per tutti i cittadini provenienti dalla “black-list” e con regolare permesso di soggiorno.


Esultano invece le associazioni per i diritti degli immigrati che possono  tirare, almeno temporaneamente, un sospiro di sollievo.
Non resta che aspettare quale altra mossa farà Trump, che sicuramente non si farà zittire dai giudici.


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