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Sei miliardi alla Libia per fermare i migranti?

 

 

La proposta è del Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani.
“Sei miliardi alla Libia per fermare il flusso dei migranti, la stessa cifra che è stata concessa alla Turchia ed utilizzata per chiudere il corridoio balcanico…”.
Sei miliardi, dice il Presidente Tajani, “per la formazione, il consolidamento politico, la realizzazione di campi nel Sud della Libia dove accogliere i profughi provenienti dal Niger, dal Ciad e dagli altri Paesi coinvolti nel flusso migratorio verso l’Europa…”.
Sicuri che sia una buona idea? Intanto c’è da mettere d’accordo, in Libia, gli attori in gioco.
Da una parte, il Governo di Tripoli guidato da Fayez al-Sarraj, quello riconosciuto dalle Nazioni Unite. Dall’altra, quello guidato dal generale Khalifa Belqasin Haftar, l’uomo della Cirenaica, che detiene il pieno controllo dell’area di Bengasi e mal sopporta la primazia di Tripoli. Divisi su tutto e chissà se in grado di individuare un accordo reale in presenza di risorse economiche la cui “spartizione” infuocherebbe gli animi.
Ed inoltre, ci sono le tribù del Sud, alcune delle quali affascinate dal richiamo dei combattenti dell’Isis che in Libia controllano vaste aree di territorio “a macchia di leopardo”.
L’odore dei soldi, a nostro parere, scatenerebbe meccanismi perversi ed incontrollabili.
Se in Turchia l’interlocutore era unico e solidamente assiso al controllo del Paese, la Libia è invece una polveriera nella quale sarà improbabile imporre una linea unitaria. Tajani auspica un’intesa con un’ipotesi di soluzione: “A Tripoli la guida politica e a Bengasi quella militare…”.
Ci si riuscirà? “Si deve fare”, replica il Presidente del Parlamento Europeo, “altrimenti non si viene a capo del problema…”.
Staremo a vedere….


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