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L’incubo di una guerra nucleare

 

 

“La risposta sarà massiccia, schiacciante… Tutte le numerose opzioni militari sono operative… Vedremo…”. Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti d’America, James Mattis, a lungo impegnato sulla strada della diplomazia, sembra aver perso la pazienza. E con lui il “numero uno”, il Presidente Donald Trump, convinto ormai che il dialogo con la Corea del Nord non porti da nessuna parte.
Kim Jong-un, il dittatore che minaccia l’America con la promessa di un attacco militare, ha voluto che il mondo sapesse delle capacità offensive nucleari del suo regime, capace ormai di provocare un’esplosione da 100 chilotoni, sei volte più potente della bomba atomica che distrusse Nagasaki.
E’ accaduto, e succederà ancora. Kim non interrompe il suo percorso di rafforzamento bellico e spaventa a morte i “vicini di casa”, i coreani del Sud, fedeli alleati degli Usa. Ma, soprattutto, terrorizza il mondo con la minaccia di un’escalation nucleare, rafforzata da una capacità missilistica a lungo raggio che cambia i rapporti di forza e scatena imprevedibili tensioni internazionali.
L’evento sismico di magnitudo 5,9 della scala Richter, registrato dai sismografi in conseguenza dell’ultimo esperimento nucleare della Corea del Nord, lascia immaginare che l’arsenale bellico di Kim Jong-un si sia arricchito di un’arma micidiale quanto misteriosa per l’immane potenza sviluppata.
100 chilotoni, appunto, contro i 15 della bomba americana su Hiroshima e i 20 di quella di Nagasaki.
Che cosa accadrà adesso? Gli Stati Uniti ribadiranno la condanna, si appelleranno alle Nazioni Unite, si soddisferanno di proclami e sanzioni?
I militari a stelle e strisce ritengono che ci siano poche possibilità per evitare un conflitto.
“Un attacco preventivo è legittimo”, affermano i generali, preoccupati dalla possibilità che la Corea del Nord attacchi le basi Usa nell’isola di Guam o, addirittura, la West Coast.
Ma il generale Michael Hayden, ex capo della National Security Agency, avverte: “Le opzioni militari non sono impossibili ma sono tutte pessime”.
Donald Trump, in queste ore, gioca la sua partita più difficile. Per gli Usa e per il mondo intero…


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