Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Colpire i finanziatori dell'ISIS è il nuovo obiettivo degli 007 mondiali

 

 

“E’ in difficoltà, ha perso territori e forza…”, sentenziano gli osservatori occidentali.
“Lo Stato Islamico sta per essere sconfitto…”, aggiungono i più trionfalisti.
Eppure, dietro questa terribile esclation planetaria di attentati c’è sempre – e ancora – la mano sofisticata degli strateghi della comunicazione occulta dell’Isis. Che appaiono, a nostro parere, tutt’altro che vinti.
Hanno costruito un “sistema”: tv, radio, siti web, strutture complesse che influenzano i musulmani delle banlieu europee, i disperati dell’Africa nera, gli sbandati delle periferie americane, canadesi, inglesi, fino a radicalizzarne i comportamenti, e proponendo l’antico “sogno” di un Islam forte e potente, capace di conquistare il mondo.
Il sangue, la vendetta contro gli “infedeli” del mondo libero, non è l’obiettivo principale ma il modo più cruento e visibile per vendicare i lutti delle guerre in corso. E loro, gli strateghi dell’Isis, strumentalizzano perfino le giovani vite innocenti del conflitto siriano, i bambini che perdono la vita a centinaia sotto le bombe, per sostenere che la “Jihad”, la guerra santa, è l’unica risposta possibile.
Nei territori conquistati, hanno insediato tv e perfino giornali.
Contano su “combact cameraman” capaci di immortalare, in diretta, le loro vittorie. Filmano perfino con gli hi-phone, postano sul web, provocando una sorta di “infezione” che diventa virale per l’enorme mole di contenuti, caricati “a raffica” giorno e notte.
“Isis Report” e “Isis News” hanno il compito di informare i predicatori, le nuove generazioni delle scuole coraniche, la gente comune, i propri accoliti e i giovani musulmani in cerca di un messaggio nuovo, proponendo immagini di forte contenuto emozionale fra le quali campeggiano quelle, davvero cruente, delle punizioni riservate ai “nemici dell’Islam”, i bugiardi, gli apostati, gli infedeli. Seguono a ruota le discussioni sul tema della fedeltà allo Stato Islamico, proposte attraverso blog e forum appositi.
Tutto questo crea un’atmosfera da “mobilitazione globale”, che affascina i sempre più numerosi “integralisti” in Occidente e recluta, perfino, nuovi combattenti votati alla morte.
Sono sempre di più quelli che si lasciano contagiare. Organizzare attentati ed azioni armate, in Europa e nel mondo, è divenuto per questi folli il modo di esplicitare l’appartenenza, ottenendo con il martirio l’ingresso nel “paradiso dei profeti”.
Godono dell’effetto sorpresa e per questo sono in grado – potenzialmente – di colpire dovunque e in ogni momento.
L’hanno già dimostrato troppe volte, ed il triste bilancio delle vittime è destinato a crescere ogni volta che tornano a colpire.
Il dato di fondo, tuttavia, oltre ad identificare le reti di comunicazione utilizzate per l’addestramento a distanza degli adepti, è comprendere come e da chi vengano veicolati i finanziamenti necessari a sostenere le azioni terroristiche.
Il monito “follow the money”, in questo caso, è perentorio.
Seguendo la traccia dei finanziatori occulti, le nostre intelligence riusciranno – forse – a capire quanti interessi ruotano intorno ai sunniti dell’Isis. E se davvero alcune monarchie mediorientali siano coinvolte nel sostegno ai terroristi, il che renderebbe lo scenario globale ancora più inquietante…


Scienza

Grazie a due nuovi test genetici il tumore non farà più paura

Politica

Europa sotto attacco. Le stragi dell'ISIS nel tempo del ramadam