PONTE MORANDI - NAVE DICIOTTI. ITALIA CON LE CREPE E GOVERNO SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

LE COLPE, LE RESPONSABILITA', I RUOLI ISTITUZIONALI, IL CONSENSO POPOLARE

GOVERNO E GESTORE AUTOSTRADE AI FERRI CORTI

Il Governo fa fronte all’emergenza determinata dal crollo di un tratto del viadotto Polcevera, noto come ponte Morandi, a Genova: ha disposto che lo stanziamento di risorse previsto nella prima delibera dello stato di emergenza del 15 agosto scorso sia integrato. Altri 28 milioni di euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. La cifra stanziata corrisponde a quella richiesta dalla Regione Liguria per realizzare gli interventi urgenti per la viabilità alternativa, ma anche per potenziare il sistema dei trasporti. E si cercano sistemazioni abitative per i nuclei familiari che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni considerate a rischio a causa del crollo.


DI CHI LA COLPA? QUALI LE CAUSE?

Il premier Conte ha svolto una relazione al Consiglio dei Ministri sulle iniziative intraprese dal Governo con due obiettivi: primo, accertare la responsabilità del concessionario; secondo, le conseguenze sul rapporto concessorio e sugli obblighi di risarcimento. Pertanto, a ora non ci sono responsabili della tragedia. In quanto alle cause, il crollo del ponte Morandi potrebbe esser stato determinato da “una serie di concause” e non solo dalla rottura di uno strallo: lo ha detto Roberto Ferrazza, presidente della Commissione ispettiva del ministero dei Trasporti. “Io ho qualche difficoltà ad accettare l'idea che il tema della sicurezza pubblica stradale sia rimesso nelle mani dei privati - ha affermato il procuratore di Genova, Cozzi -. La filosofia del nostro sistema vede oggi uno Stato espropriato dei suoi poteri, una sorta di proprietario assenteista che ha abdicato al ruolo di garante della sicurezza. Come se avesse detto al privato, veditela tu. Se lo Stato abdica alla funzione di controllo, ci vorrebbe almeno un'agenzia terza che garantisse la sicurezza, non il concessionario stesso. Credo che il crollo del ponte Morandi porti a ripensare tutta la materia”.

NAVE DICIOTTI

il Ministro degli Interni Matteo Salvini torna ancora sul caso Diciotti e aggiunge ancora benzina sul fuoco della polemica: «Il mio obiettivo è il No Way australiano. Sulla Diciotti sono tutti immigrati illegali. L'Italia non è più il campo profughi d'Europa. Con la mia autorizzazione non scende nessuno», ribadendo la sua convinta linea che mira alle politiche di forte chiusura dei confini attuata in Australia, dove la regolamentazione è molto rigida e prevede l’obiettivo di respingere o deportare ogni migrante arrivato illegalmente via mare in territorio australiano. Non lo spaventa né Fico né Mattarella, «non sarà il Colle a dirmi cosa fare su una competenza del mio Ministero», ha aggiunto il vicepremier completamente intenzionato a perseguire la propria linea dura che ha un unico interlocutore “giurato”, l’Unione Europea. «Il mio obiettivo non è la redistribuzione in Europa, ma che ci siano nei Paesi di partenza degli sportelli europei che decidono chi ha diritto di partire e chi ne ha diritto venga in aereo non sui barconi. Chi viene coi barconi non entra».

 

 


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