ELEZIONI EUROPEE: I SOVRANISTI VINCONO, MA NON SFONDANO.

La popolazione europea, dopo i risultati delle elezioni del 26 maggio 2019, si ritrova in qualche modo spaccata in due.
Una parte (Germania, Olanda, Danimarca, Irlanda, Finlandia) dedica con il voto un'attenzione particolare ai mutamenti climatici e alla inesorabile devastazione che l'uomo sta attuando verso il pianeta, inquinando e mettendo a rischio foreste, razze animali e persino la salute dell'essere umano stesso. Probabilmente la spinta mediatica che ha avuto la giovane ragazza Greta Thunberg, con la sua rivoluzione silenziosa e pacifista, ha sensibilizzato una gran parte dell'Europa, facendo avanzare fortemente i partiti ecologisti, cosidetti verdi.

Un'altra parte, attaccata dalla paura dell'invasione migratoria, dal malessere sociale delle periferie e dall'idea di un Unione Europea ingiusta e da rifare, addirittura da eliminare tornando alle monete locali e chiudendo le frontiere, vota le forze sovraniste, di destra e ultra destra, facendo affermare in maniera decisa e a volte maggioranza, Orban in Ungheria, Kaczyński in Polonia, Farage in Inghilterra, Le Pen in Francia e Salvini in Italia, il quale, vince decisamente, affondando in una deriva preoccupante i 5 Stelle.

L'unica differenza la fa la Spagna, dove stravince il socialista Sanchez.
Cosa cambierà ora? Al parlamento europeo probabilmente nulla, dal momento che la maggiornaza è ancora in mano al PPE, in Italia staremo a vedere se questo cambio di equilibri al governo, tra 5 Stelle, dimezzati rispetto alle politiche del 2018 e Lega praticamente raddoppiata rispetto al 2018, darà i suoi frutti o li farà cadere prima del tempo.

GDP

 

 

 


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