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Containers scomparsi, la parola al Parlamento italiano

Il parlamentare del movimento 5 stelle Riccardo Nuti

 

Riccardo Nuti, 36 anni, deputato del Movimento 5 Stelle, componente della Commissione Antimafia e della Commissione Affari Costituzionali, ha voluto interrogare il Governo italiano sulla “rifiuti connection” albanese.
Sulla scorta di quanto riportato da “Pianeta Italia News” e dal quotidiano “Roma”, nella seduta 760 del 15 marzo ha depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al Presidente del Consiglio e ai Ministri della Giustizia, dell’Ambiente, degli Affari Esteri, dei Trasporti e dell’Interno.
Chiede di saperne di più sui containers scomparsi in Albania, e per questo motivo – oltre all’atto parlamentare – ha indirizzato una missiva all’Ambasciatore di Albania in Italia, Anila Bitri Lani, all’Ambasciatore di Macedonia a Roma, Oliver Shambeveski e al Prefetto di Frosinone, Emilia Zarrilli.

Ecco, di seguito, gli atti prodotti dal deputato del partito di Beppe Grillo.  

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-15918
presentato da
NUTI Riccardo
testo di
Mercoledì 15 marzo 2017, seduta n. 760

 NUTI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della giustizia, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che: 
secondo quanto descritto dal quotidiano Roma e dal sito web www.pianetaitalianews.it, nel corso dell'anno 2016 sarebbero scomparsi circa 1300 containers pieni di rifiuti da 22 tonnellate, per complessive 28.600 tonnellate, regolarmente imbarcati al porto di Gioia Tauro, diretti alla discarica di Drisla (Skopje), Macedonia, e scaricati al porto di Durazzo, Albania, senza tuttavia aver mai raggiunto destinazione e aver mai varcato il confine albanese-macedone; 
si tratterebbe di rifiuti urbani, ma forse anche rifiuti pericolosi e industriali, provenienti da Napoli e Campania, Bari e provincia, Imperia, conferiti da comuni e ATO per lo smaltimento oltre confine; la FLC Ambiente amministrata da Massimiliano Ferrazzoli, controllata dalla Finanziaria Centro Lazio della medesima famiglia Ferrazoli, si è aggiudicata sia il trasporto dei rifiuti dalle sopra citate aree, per importi variabili dagli 80 ai 160 euro a tonnellata, sino alla discarica di Drisla, sia la gestione della discarica stessa; 
la FLC Ambiente (costituitasi pochi giorni prima della scadenza nella gara per la gestione della discarica) si è aggiudicata nel 2013 la concessione, con l'impegno di investire 73 milioni di euro per il rinnovamento dell'impianto che gestisce tramite la società «Drisla – Skopje Doo», assieme al comune di Skopje (80 per cento FLC Ambiente e 20 per cento Comune di Skopje); 
nel settembre 2014, Balkan Investigative Reporting Network ha denunciato che la FLC Ambiente «non ha alcuna esperienza nel settore e non ha ancora investito nel progetto»;
un'altra società connessa alla gestione della discarica è la Marin Gasoil Monte-Carlo, legata tramite joint-venture con la FLC Ambiente, che si occupa del ritiro e del trasporto di rifiuti, secondo quanto dichiarato sul proprio sito web; 
in un rapporto di una funzionaria dell'Istituto del commercio con l'estero di Skopje ad un suo superiore, si legge: «Dopo numerosi incontri con Sonja Lipitkova, Segretario di Stato per l'Ambiente, Natasha Krstevska, Direttore delle Dogane, ed il sindaco di Skopje, sono giunta alla conclusione che il carico non sia arrivato in Macedonia almeno legalmente [...] L'indagine portata avanti dalla polizia italiana ha evidenziato la possibilità che i rifiuti siano sotterrati in Albania [...] secondo le nostre informazioni l'Albania risulterebbe coinvolta nel business dei rifiuti. In alcune regioni i rifiuti vengono nascosti o bruciati. Spesso, oltre ai rifiuti normali, vengono importati anche quelli pericolosi. Lo smaltimento illecito fa circolare grandi quantità di denaro. La mafia controlla il traffico [...] I risultati ottenuti dalla polizia finanziaria italiana dovranno certamente essere resi pubblici, poiché l'Italia è direttamente accusata dall'Europa di esportare rifiuti, anche pericolosi, negli Stati balcanici»; 
nel 2016 il governo macedone ha vietato l'ingresso di rifiuti: secondo gli inquirenti sarebbe questa la causa che ha portato al probabile occultamento dei container in Albania; 
il Ministero dell'ambiente albanese ha dichiarato che né i containers contenenti i rifiuti, né molti altri, avevano richiesto o ottenuto il permesso obbligatorio riservato ai rifiuti in transito nel proprio Paese; 
il Ministro dell'interno Albanese, a seguito dello scandalo di cui sopra, si è dimesso; 
la stampa ha parlato di possibili coperture politico-istituzionale per garantire l'occultamento dei rifiuti –: 
che tipo di collaborazione sia stata messa in atto con la Repubblica di Albania e la Repubblica di Macedonia in relazione ai fatti esposti in premessa; 
quali siano le informazioni in possesso delle prefetture circa la documentazione antimafia della FLC Ambiente e della Finanziaria Centro Lazio; 
se risulti se il conferimento dei rifiuti alla FLC Ambiente sia avvenuto nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria; 
quali siano responsabilità e compiti di vigilanza in capo allo Stato italiano; 
se corrisponda al vero che l'Italia esporti rifiuti pericolosi nella penisola balcanica. (4-15918)

Lettera On. Nuti - Ambasciata Albania

 

 

Lettera On. Nuti - Ambasciata Macedonia

 

 

Lettera On. Nuti - Prefettura Frosinone su FLC Ambiente


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