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25 aprile, il dovere della memoria

 

Il dovere della memoria… Quel giorno di settantadue anni orsono, uomini e donne pagarono con la propria vita il futuro e la libertà di tanti.
Era il 25 aprile del 1945. Persone di ogni età, civili, gente qualunque, ma anche intellettuali, uomini di azione e veri combattenti antifascisti, diedero vita al Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) con a capo Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani. Ebbe inizio così, con un moto di popolo, l’insurrezione in tutti i territori occupati dai nazifascisti, che combatterono dovunque fino alla condanna a morte di Benito Mussolini e alla sua fucilazione.
Il motto di quei giorni, “Arrendersi o Perire”, echeggiava per le strade come un suono altero di speranza, quella speranza che poneva fine per sempre ad una dittatura durata troppo a lungo.
Un anno dopo i fatti, fu l’allora Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi a proclamare il 25 aprile come festa nazionale.
Per il nostro Paese fu l’inizio di un grande processo democratico, suggellato dal referendum del 2 giugno 1946 in cui il popolo fu chiamato a scegliere tra monarchia e repubblica, dando vita alla nostra attuale Costituzione.
Sulla prima pagina di molti quotidiani imperversava il titolo: “ L’Italia è libera, l’Italia prospererà”… Insomma, una nuova epoca stava per iniziare.
In questo momento storico, caratterizzato da incertezze e paure, l’esempio di quanti lottarono fino alla fine per un progetto comune, per ritrovare un’identità calpestata e per dare vita a quella tanto invocata libertà, dovrebbero rappresentare monito e ricordo.
E’ l’eredità del 25 aprile, l’eredità della democrazia italiana…


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