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Roma, la grande bruttezza di una città in declino

 

 

La crisi dei trasporti e l’agonia dell’Atac - l’azienda che governa la “mobilità” nella Capitale - aggravano il declino di una città in cui tutto, ormai, appare fuori controllo.
Con 1385 milioni di debito e dodicimila dipendenti, il “gigante” delle municipalizzate italiane si candida ad un delicatissimo concordato preventivo per evitare il fallimento.
La sindaca Virginia Raggi, piuttosto che preoccuparsi, annuncia “rivoluzioni”.
“Trasformeremo la più grande società pubblica di trasporti d’Europa in un’azienda efficiente…”, afferma. Ma in Comune non si nasconde la preoccupazione per le recenti istanze di fallimento presentate contro l’azienda e le sue insolvenze da creditori infuriati, che non intendono sentire ragioni.
Oltre ai 1300 autobus che ogni giorno dovrebbero uscire per strada – numero compromesso sistematicamente dalle mancate manutenzioni e dalla vetustà dei mezzi – l’Atac gestisce anche le linee ferroviarie in concessione. Tra queste, ad esempio, c’è la Roma-Lido, considerata fra le peggiori d’Italia per la scarsa qualità del servizio offerto.
Molti fornitori, strozzati da mancati e ritardati pagamenti, hanno già incrociato le braccia, mettendo a rischio la regolarità del servizio di trasporto pubblico.
Sarà un autunno di fuoco per Roma-Capitale. Dopo la crisi dell’acqua, quella dei trasporti…


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