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La Corea del Nord tiene il mondo con il fiato sospeso

 

“Siamo agli ultimi dettagli, è tutto pronto…”. Con queste parole il Presidente della Corea del Nord, Kim Jong-un ha annunciato l’imminente lancio del primo missile balistico intercontinentale in grado di trasportare testate nucleari.
La notizia ha suscitato immediatamente le reazioni di tutto il mondo, che registra con grande preoccupazione la decisione del leader nord coreano di dotarsi di un’arma di distruzione di massa capace di colpire perfino gli Stati Uniti. Non c’è da stupirsi: in tutti questi anni, il dittatore nord-coreano non ha mai dismesso i programmi nucleari e i tentativi di concorrere sul piano balistico.
Salito al potere nel 2011  a seguito della morte del padre Jong-un , l’attuale Presidente ha da subito promesso che l’intero Paese sarebbe diventato una super potenza militare, minacciando chiunque si interponesse.
Nonostante le dure sanzioni applicate dall’ONU con Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud, nulla sembra poter fermare l’impeto furioso del giovane dittatore.
Stando alle dichiarazioni dell’intelligence americana, il lancio del missile potrebbe avvenire il prossimo 8 Gennaio, data del compleanno di Jong – un.
L’ultimo lancio risale allo scorso 23 Agosto, un missile a bordo di un sottomarino a largo della città di Sinpo.
Questa volta l’esibizione di muscoli sembrerebbe fatta apposta per fornire una minacciosa risposta alle esercitazioni annuali congiunte di Stati Uniti e Corea del Sud.
Se alle parole del Presidente nord coreano dovessero seguire i fatti, sarebbe molto grave ed in pieno contrasto alle norme dettate dal diritto internazionale, che prevede un’apposita comunicazione per effettuare il test di sistema a lungo raggio, così da poter instaurare una “no-sail zone”.
Non è soltanto questo che preoccupa, ma anche e soprattutto la quantità di armi chimiche in possesso della Corea del Nord che secondo il Nuclear Threat Initiative oscilla tra le 2500 e 5000 tonnellate di agenti chimici.
Un senso di rivalsa ed una sfida, quella dichiarata dalla Corea del Nord, in primis verso il suo storico nemico: gli Stati Uniti d’America, dove la presenza di Trump non tranquillizza e dove bisognerà capire quale sarà la mossa vincente della nuova “governance” insediata dal nuovo Presidente.


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