Il Giappone dell’infelicità

 

Il Giappone, riconosciuto in tutto il mondo come la nazione più all’avanguardia in termini di ricchezza, benessere sociale, democrazia e longevità, dimostra una profonda infelicità.
Secondo uno studio condotto sulla fascia più giovane dei cittadini, incredibile ma vero, emerge come il Paese al mondo con il più alto tasso di suicidi.
Dato davvero allarmante, ma non è il solo.
Il Governo, tanto per citare un’altra singolare criticità, esercita una forte pressione sul controllo delle nascite. Di conseguenza, da qui a breve, il Giappone sarà abitato solo da anziani.
Ma perché i teenager nipponici sono così terribilmente infelici da togliersi la vita?
Uno dei motivi risiede sicuramente nella ricerca della perfezione ad ogni costo, tipica del modello sociale dominante.
La giornata tipo di un liceale giapponese inizia alle 7 del mattino e termina alle ventiquattro: 17, 18 ore di filato, scandite da una severa istruzione e disciplina che troverà poi frutto in un ruolo dirigenziale garantito dall’opulenta società giapponese.
Che dire, dunque? Istruiti, ambiziosi, ma poco “umani”, quasi una sorta di robot.
Ma non basta. I ragazzi devono anche confrontarsi con una realtà, quella della punizione inferta a chi sbaglia, per cui chi delinque a volte paga perfino con la vita.
E’ infatti tuttora in uso la pena di morte e purtroppo nemmeno la religione è considerata un porto sicuro nel quale ripararsi.
Non resta che confidare nella speranza della reincarnazione, tema molto caro a gran parte dei giapponesi e raggiungere così “il Nirvana” ,stato ideale di pace e serenità con la completa estinzione dei piaceri e desideri terreni… Contenti loro…


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